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24 dicembre 2015

Auguri di Buon Natale!

Auguri di Buon Natale a tutti gli amici e i lettori di Entomologando, a tutti i seguaci della pagina Facebook, a tutti gli iscritti al canale You Tube, agli amici dell'EntoTV e a tutti coloro che mi hanno supportato! Per l'occasione ho caricato lo "Speciale Natale 2015" sul canale, non perdetevelo!
Le luci colorate ed i canti natalizi accendono le nostre emozioni e rallegrano i cuori. 
Tanti auguri di Buon Natale!

9 dicembre 2015

Il canto dei grilli tra leggende e superstizioni

Il canto dei grilli, quel suono che ci accompagna nelle sere d'estate, è da sempre legato a superstizioni. Il canto e la presenza stessa dei grilli sono legati a una serie di curiose leggende. Per i cinesi, ad esempio, questi insetti portano fortuna, e se una persona pura di cuore ne cattura uno, l'insetto dovrà esaudire un suo desiderio. In Brasile la presenza di un grillo di colore verde indica buone speranze, se di colore nero una malattia, mentre se canta in continuazione l'arrivo di una gravidanza. Alle Barbados un esemplare particolarmente canterino indica un'imminente guadagno: guai ad ucciderne uno, se non si vuole rimanere in bolletta. Ma anche l'Italia ha le sue bizzarre credenze sui grilli e il loro canto. In alcune zone si crede che l’abbondanza di grilli sia presagio di carestia, in altre si dice ad esempio che quando canta il grillo il brutto tempo è finito, in altre ancora si pensa che il suo canto maturi le uve. Di certo sta che finché sentiremo il loro canto saremo fortunati. Non perderti la nuova puntata di Insetti da record per scoprire il grillo più pesante al mondo: "Il Weta gigante, il più pesante". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video.
Di notte, più del canto dei grilli, mi impressiona il silenzio di milioni di formiche che ascoltano. Tudor Vasiliu

21 ottobre 2015

Le api "vaccinano" la prole

Anche le api "vaccinano" le proprie larve, e lo fanno da sempre grazie ad una proteina importantissima: la vitellogenina, presente in tutte le specie ovipare. Questo è emerso da una recente ricerca portata avanti dai ricercatori dell’Arizona State University e dell’Università di Helsinki, pubblicata su Plos Pathogens. E' stato dimostrato per la prima volta il processo grazie al quale le api trasmettono le difese immunitarie alle larve. Secondo lo studio la chiave del "vaccino" delle api è la vitellogenina, una proteina del sangue già nota per la sua importanza nel mantenimento delle difese immunitarie ma la cui azione non era stata ancora ben compresa. Questa molecola sarebbe, secondo i ricercatori, una sorta di colla dove rimangono impastati frammenti di batteri nocivi sconfitti dalle difese immunitarie delle api adulte. Attraverso la pappa reale questo materiale viene involontariamente trasmesso alla regina che a sua volta lo trasferisce alle uova deposte. Ora si studiano farmaci capaci di infiltrarsi nella vitellogenina e fortificare le difese delle api. Questo meccanismo sembra funzionare sia per il comune batterio gram-negativo Escherichia coli, sia con Paenibacillus larvae, gram-positivo e meglio conosciuto come la terribile peste americana. Non perderti la nuova puntata di Curiosità viventi: "Le formiche kamikaze, Camponotus cylindricus". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine web.

14 ottobre 2015

Le larve mangia plastica

Nuova eclatante scoperta in campo entomologico: le larve del coleottero Tenebrio molitor, o tarma della farina, possono sopravvivere nutrendosi di polistirolo e altri tipi di polystirene, materiali normalmente considerati non biodegradabili e certamente non edibili. Lo studio, portato avanti dall'Università di Stanford, ha preso in esame 100 larve di Tenebrio molitor, che sono state nutrite con 40 mg di polystirene al giorno. Grazie a dei particolari microbi intestinali, le tarme della farina, hanno trasformato metà di questa plastica in CO2 e l'altra metà in sostanze di rifiuto biodegradabili. Per questa capacità di metabolizzare la plastica pare siano responsabili particolari batteri che vivono nel loro apparato digerente. Se gli scienziati riusciranno a capire esattamente quali batteri siano coinvolti nel processo, l'intenzione è di ingegnerizzare e produrre su vasta scala degli enzimi digestivi e utilizzarlo per lo smaltimento dei rifiuti. Il team sta studiando anche gli effetti che porterebbero nella catena alimentare, ad esempio quando queste larve vengono consumate da altri animali. Non perderti la nuova puntata di Insetti da record: "La farfalla cobra, Attacus atlas". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine stanford.edu

30 settembre 2015

Il doppio veleno degli scorpioni

Alcune specie di scorpioni hanno sviluppato due tipi di veleno da usare in circostanze differenti, tutto ciò per risparmiare questa importante risorsa. La ricerca è stata condotta dai ricercatori dell'università di California, la specie posta sotto esame è la Parabuthus transvaalicus, uno scorpione africano che con il suo veleno può uccidere bambini e persone anziane. Il veleno emesso inizialmente è completamente diverso da quello successivo. Le prime goccioline sono povere di proteine ma dotate di un'altissima concentrazione di potassio, che ha un'azione dolorifica molto potente. Le seconde rappresentano il veleno vero e proprio che viene usato solo quando la preda è molto grossa, si agita troppo o la provocazione da parte di un nemico continua. Questo veleno è composto per la maggior parte da proteine e peptidi, che per lo scorpione sono energeticamente “pesanti” da sintetizzare. Per questo il primo attacco è compiuto con un composto molto doloroso ma poco velenoso. Il "pre-veleno" serve infatti per piccole prede o nel caso di disturbo momentaneo. Quando lo scorpione fa sul serio e ha bisogno veramente di uccidere, emette il veleno vero e proprio. Per scoprire altre curiosità sugli scorpioni non perderti la prima puntata di Insetti da tutto il mondo: "Lo scorpione dorato cinese". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine boyetus.com

23 settembre 2015

Niente coccole sotto la pioggia

Nella cultura popolare si sostiene che quando sta per piovere, gli uccelli volino più in basso del solito, alcune persone sentano accentuarsi i reumatismi ecc. Da una recente scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Plos One, è emerso un nuovo indicatore su cui contare; poco prima di un temporale, il comportamento amoroso degli insetti si modifica e si fa più "sbrigativo". Tre diverse specie di insetti sono state studiate dai ricercatori delle Università di San Paolo e del Western Ontario, la Diabrotica speciosa, la Pseudaletia unipuncta e la Macrosiphum euphorbiae in condizioni di pressione atmosferica stabile, in salita o in discesa (cioè poco prima della pioggia). In condizioni di bassa pressione, gli animali hanno mostrato minore movimento e interesse nei confronti della possibile partner, e una volta in contatto con essa, si sono dilungati meno nel corteggiamento per arrivare subito "al dunque", come se temessero per la propria incolumità. In effetti vento e pioggia rappresentano un pericolo per le piccole creature volanti. In conclusione si può affermare che le condizioni di pressione atmosferica hanno influito sul comportamento sessuale. Gli insetti si sono adattati a far fronte alle cattive condizioni meteo e considerando che gli uccelli si nutrono di insetti, il loro comportamento prima della pioggia potrebbe anche dipendere dalla necessità di seguire la loro fonte di cibo? Non perderti la nuova puntata di Curiosità viventi: "Anche le api fanno la ola". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video.

16 settembre 2015

Il sistema di ventilazione dei termitai

I termitai, una delle più complesse e stupefacenti opere di ingegneria animale, alte anche 2 metri, riescono a mantenere la temperatura pressoché costante nonostante l'escursione termica esterna, grazie a un sistema di ricambio dell'aria che, finora, non era mai stato studiato a fondo. All'interno del nido, costruito di terra, cartone o sterco, si trova un condotto centrale connesso a un sistema di tunnel secondari che sfociano nelle sottili strutture a contrafforte collocate al perimetro della struttura. Durante il giorno, l'aria dei condotti periferici si scalda più rapidamente di quella del camino centrale, più isolato. L'aria calda tende a salire, quella fresca a scendere, e si genera così un sistema di circolazione dell'aria autonomo dall'esterno. Alla sera accade il contrario: l'aria periferica si raffredda in fretta e scende verso il cuore del termitaio, mentre quella calda e ricca di anidride carbonica accumulatasi qui durante il giorno sale e viene espulsa all'esterno. Questa nuova scoperta dei termitai potrebbe ispirare esempi di architettura passiva, in cui la ventilazione di un edificio sia totalmente affidata a soluzioni ingegneristiche e non a impianti dispendiosi in termini energetici e ambientali. Non perderti la nuova puntata di Curiosità viventi"Formiche schiaviste in guerra". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine staticflickr.com.

9 settembre 2015

Il coleottero che "parla" alle formiche


Il Paussus favieri è un coleottero parassita che riesce ad ingannare le formiche e a vagare indisturbato all'interno del formicaio. Per far ciò utilizza due strategie: per infiltrarsi in una colonia si limita a replicare la complessa firma chimica delle formiche in modo da non allarmarle e da passare indisturbato. Una volta all'interno, dove se fosse scoperto la reazione sarebbe immediata e letale, migliora ulteriormente il mimetismo copiando i suoni emessi dalle formiche; in questo modo riesce a cacciarli e nutrirsene indisturbato. I suoni che emettono sono frutto dell'evoluzione di alcuni organi posti vicino alle zampe posteriori, sfregandoli insieme riesce a variare frequenza e pulsazione dei rumori prodotti a seconda che debba interagire con formiche operaie, guerriere oppure con la regina. Secondo i dati pubblicati dai ricercatori, il mimetismo così ottenuto provoca una totale accettazione del coleottero da parte dei membri del formicaio. I ricercatori ammettano che se il Paussus favieri «riesce a cacciare le uova come gli adulti e che possa interagire con la regina senza provocare comportamenti aggressivi, dimostra la straordinaria efficacia della sua messinscena». Per scoprire altre curiosità sulle formiche non perderti la nuova puntata di Curiosità viventi: "Formiche schiaviste in guerra". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video.

2 settembre 2015

News settembrine

Settembre è tempo di aggiornamenti per Entomologando. Primo su tutti l'indirizzo web che diventa www.entomologando.it, molto più professionale e facile da ricordare. Anche la grafica del blog è stata leggermente aggiornata per dare spazio ad entomologando.it. Sul lato YouTube nuovi progetti sono in arrivo, per prime una serie di live con la partecipazione dei vari youtubers dell'EntoTV. Si inizia il 4 settembre alle 21.30 in diretta dal canale di Terrarium channel per poi fare a ruota sui vari canali. Arrivano anche le collaborazioni con altri youtubers la prima già fatta con la puntata di Insetti da record sull'Archispirostreptus gigas, il millepiedi più grande al mondo, con la scheda di allevamento firmata Terrarium Channel. E tante altre piccole novità che vi racconterò volta in volta. Ringrazio tutti i lettori di Entomologando che mi seguono anche sui vari social Facebook, YouTube e Google+. Vi invito a continuare a seguirmi per non perdere nessuna news. A presto, Ludovico

26 agosto 2015

La "plin plin" dei bombi

Lo scatto di Mark Parrott, fotografo britannico, del bombo che fa "plin plin", negli ultimi giorni ha spopolato sul web. Il fotografo è riuscito a catturare il momento esatto del rilascio di acido urico da parte di un esemplare di bombo in volo. Uno scatto memorabile perché difficile da realizzare. La foto pubblicata sul locale Grimsby Telegraph è stata realizzata in un giardino di Grimsby, Inghilterra. Il liquido che si vede in realtà non è urina ma acido urico. A differenza di altri insetti che producono soltanto escrementi solidi, i bombi secernono acido urico da organi escretori localizzati nella cavità addominale e assimilabili ai reni, detti tubi malpighiani. La quantità di acido urico emessa è però molto ridotta ed è difficile da vedere - a maggior ragione, è un'impresa fotografarla. In un'intervista Parrott ha dichiarato che inizialmente non si era accorto del rarissimo scatto, che solo più tardi ha riguardato trovando la sorpresa. Non perderti la nuova puntata di Insetti da record: "Millepiedi gigante africano". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine Grimsby Telegraph.

19 agosto 2015

La macabra Deuteragenia ossarium

La Deuteragenia ossarium, una piccola vespa recentemente scoperta nella Gutianshan National Nature Reserve della Cina, ha un metodo un po' macabro di proteggere la prole. La vespa ossaria costruisce celle individuali per ogni uovo che depone, con pareti fatte di corpi di formiche morte una sorta di ossario per proteggere le sue uova. I nidi ospitano anche fino a 13 formiche morte. Questi insetti, infatti, cacciano formiche e ragni per utilizzarne i corpi e creare i propri nidi. Inoltre, affermano gli studiosi, questa pratica è anche usata per fare in modo che i segnali chimici rilasciati da questi corpi tengano alla larga possibili predatori di vespe. Per ogni nascituro uccide un ragno che lascia "in dote", pronto per essere consumato, visto che le formiche morte poi non vengono mangiate dalle larve. Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine esf.edu.

15 agosto 2015

Buone Vacanze!

Sia per chi è sotto l'ombrellone e sia per chi non c'è vi consiglio di guardare il nuovo video di Entomologando: "Le stelle marine, voraci predatrici"  per scoprire uno degli abitanti più voraci dei fondali marini. Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video.
A tutti auguro di trascorrere delle felici e serene vacanze estive. Buon Ferragosto!

5 agosto 2015

La Cataglyphis bombycina, una maga contro l'afa

La Cataglyphis bombycina, comunemente chiamata formica d'argento del Sahara, vive in Nord Africa dove quotidianamente deve sopportare temperature al suolo che sfiorano i 70°C. Per adattarsi ha sviluppato interessanti strategie evolutive, come zampe molto lunghe, che la tengono lontano dalla sabbia su cui cammina, proteine che consentono lo svolgimento delle normali funzioni cellulari anche a temperature estremamente alte e infine una fitta peluria dai bagliori argentati. Il comportamento della formica d'argento si è evoluto in modo che esce dalla tana solo quando è certa di trovare cibo in breve tempo: le sue incursioni sotto il sole del deserto durano appena 10 minuti. E avvengono all'ora di pranzo, quando le alte temperature tengono alla larga le lucertole predatrici e regalano alle formiche affamate i cadaveri di altri insetti uccisi proprio dal caldo. La strategia più affascinante è la fitta peluria di peli di forma triangolare, che riflette la luce visibile e gli infrarossi, le lunghezze d'onda più calde. Si è dimostrato che le stesse formiche "depilate" raggiungono temperature corporee di 5-10 °C più alte rispetto a quelle delle colleghe "pelose". Uno stratagemma evolutivo di tutto rispetto. Non perderti la nuova puntata di Curiosità viventi: "Quanti fiori servono per 1kg di miele?". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video.

29 luglio 2015

Le mummie, un'invenzione delle api

A inventare le mummie sono state le api, molto prima degli egiziani. Questo è quello che è emerso da una recente ricerca. Può capitare che un topolino riesce ad entrare nell'alveare dove viene, spesso e volentieri, ucciso dalle molteplici punture delle api. Una volta morto le api non riescono però a trasportarlo all'esterno, sia per le sue dimensioni e sia per il suo peso. Per evitare pericolosi fenomeni di decomposizione all'interno dell’alveare, le api lo ricoprono di propoli, una sostanza che le api raccolgono dalle gemme e cortecce di piante. La propoli essendo un potente antibiotico preserva il corpo del topolino e lo trasforma, di fatto, in una mummia. Questo fenomeno probabilmente era stato osservato dagli antichi Egizi e poi copiato per trasformare i loro faraoni in mummie. A dimostrazione di ciò la significativa quantità di propoli nelle mummie dell’antico Egitto. Per scoprire altre curiosità sulle api non perderti la nuova puntata di Curiosità viventi: "Quanti fiori servono per 1kg di miele?". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video.

22 luglio 2015

Vincitori "Fotografa gli INSETTI"

È giunto a conclusione il concorso fotografico a premi, "Fotografa gli INSETTI", di Entomologando, diciannove le foto in gara provenienti da tutta Italia che raffiguravano varie famiglie di insetti dai lepidotteri ai coleotteri ai fasmidi... Gli insetti, protagonisti dei vari scatti, provengono sia da incontri in natura sia da allevamenti privati. A tutti i partecipanti vanno i miei complimenti, a me personalmente le foto sono piaciute tutte ma ho lasciato scegliere a voi le più belle. Ma ora passiamo ai vincitori, sul podio salgono:
  • Al terzo posto Vincenzo Caiazzo con 21 voti effettivi per la foto che raffigura il raro momento della nascita di un ragno. 
  • Al secondo posto Ruben Bertolusso con 22 voti effettivi per la foto di un cerambicide a spasso. 
  • Al primo posto Andrea Lucchi con 32 voti effettivi per la foto di un giovane ortottero dai colori pastello. 
Vista la buona riuscita del concorso nei prossimi mesi ne sarà fatta una nuova edizione. Per vedere tutte le foto in gara clicca Qui. Sul canale YouTube di Entomologando è uscito il video annuncio dei vincitori non perdertelo.

15 luglio 2015

Le fughe delle formiche Trappola

Le formiche trappola, insetti tropicali del genere Odontomachus, noti per le grosse mandibole, hanno uno dei morsi più rapidi del regno animale. Le grosse mandibole, le loro "armi", vengono usate anche per scopi più pacifici. Serrando di scatto le mandibole come fossero molle, le formiche riescono a saltare lontano dai predatori, mettendosi in salvo anche dalle situazioni più critiche. Le mandibole di questi insetti si aprono fino a 180 gradi, tendendosi come elastici per poi richiudersi di scatto a una velocità di 216 km/h. L'intero processo è 2300 volte più veloce di un battito di ciglia e genera una forza esplosiva capace di catapultare la formica lontano dal pericolo. Il vero scopo delle grosse mandibole è la caccia, la chiusura a scatto serve alle formiche per agguantare qualunque preda sfiori i peli sensoriali del loro apparato boccale. Le formiche trappola hanno messo in atto questo speciale salto, che può salvargli la vita. Non perderti la nuova puntata di Insetti da record: "Lo scarabeo Titano ed Ercole, i più grandi". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine bugguide.net.

8 luglio 2015

Il morbo di Chagas

Altro insetto killer per l'uomo è la Triatoma infestans, comunemente chiamata Vinchuca, un insetto ematofago della famiglia dei Reduvidi. Questo emittero, che vive in Sud America, causa il morbo di Chagas, detto anche Tripanosomiasi americana, una malattia spesso molto grave e anche mortale. Il responsabile è la Tripanosoma cruzi, un parassita che si trova nelle feci della Triatoma infestans e altre cimici triatomine. Le feci infette vengono emesse nel momento della puntura nella cute, causando l’ingresso del parassita nel sangue e lo sviluppo della malattia. L’infezione ha una fase acuta con febbre e ingrossamento del fegato, della milza e dei linfonodi, seguita da un periodo di assenza di sintomi e poi da una fase cronica in cui il parassita si sviluppa all'interno delle fibre muscolari, danneggiando irreparabilmente organi importanti come cuore, esofago e parte dell’intestino. Gli esperti consigliano che per prevenire la malattia bisogna evitare soprattutto di dormire in ambienti poco puliti, dove si può annidare la cimice. Tuttavia il morbo di Chagas può essere contratto anche per trasfusione di sangue proveniente da individui infetti. Su Entomologando è in corso il concorso fotografico a premi, "Fotografa gli INSETTI" scopri come partecipare leggendo il regolamento. Non perderti la prima puntata di Insetti da record: "La libellula, la più veloce". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine web.

1 luglio 2015

Concorso fotografico: "Fotografa gli INSETTI"

Sei appassionato di fotografia ed entomologia? Entomologando ha pensato a te, organizzando un concorso fotografico a premi, "Fotografa gli INSETTI", con tema il mondo degli insetti, sia in natura, sia in allevamento. In palio buoni sconto dello sponsor ufficiale del concorso AgriPetGarden. Partecipare è semplice, leggi attentamente il regolamento per scoprirlo. Aspettiamo la TUA foto!
Buon concorso a tutti!
Non perderti la prima puntata di Insetti da record: "La libellula, la più veloce". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video.

24 giugno 2015

La Glossina palpalis: mosca TzE-TzE

Un micidiale killer tra gli insetti è la Glossina palpalis, comunemente chiamata mosca tze-tze. Questo dittero, diffuso nel continente africano, è lungo circa il doppio di una mosca comune ed è noto per trasmettere la Tripanosomiasi africana, una grave infezione che comporta indebolimento e gonfiore delle ghiandole, fino a encefalite e coma. La Tripanosomiasi è conosciuta anche come malattia del sonno ed è causata da un parassita unicellulare, il Trypanosoma gambiense, trasmesso all'uomo con la puntura della Glossina palpalis. La malattia ha due stadi, nel primo il parassita si diffonde nei linfonodi del collo e si ha febbre intermittente, ingrossamento delle ghiandole. Se non curata, si entra nel secondo stadio in cui parassita si diffonde nel cervello, dove inizia a distruggere grandi quantità di cellule, mentre altre vengono distrutte dalla stessa reazione immunitaria dell’organismo, per eliminare quelle attaccate. Si ha così una forma di encefalite letargica, con tremori e soprattutto una sonnolenza sempre più profonda, che con il tempo si trasforma in vero e proprio coma. La cura è possibile solo nel primo stadio, per le forme avanzate di questa infezione non esiste ad oggi una terapia specifica. Del killer numero uno per l'uomo ne ho parlato nella nuova puntata di Curiosità viventi, "Le zanzare killer... perche?". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine diptera.info.

17 giugno 2015

Il pilota automatico delle api

Le api hanno cervelli grandi quanto un seme di sesamo, che non sono in grado di stimare il tempo che rimane in base alla distanza per l'atterraggio. Per questo motivo le api planano dolcemente sull'obiettivo effettuando un perfetto "touchdown" valutando quanto velocemente l'oggetto su cui atterreranno si espande ai loro occhi, a mano a mano che vi si avvicinano. Avvicinandoci verso un oggetto lo vediamo sempre più grande (anche mantenendo una velocità costante le sue dimensioni apparenti aumentano esponenziale). Le api invece regolano costantemente la propria velocità di avvicinamento in modo che l'immagine dell'oggetto su cui vogliono atterrare si espanda sulla loro retina in maniera costante. Se la percentuale di spazio occupata sulla retina aumenta lievemente e in modo regolare, l'insetto sa che la sua velocità è adeguata. Questo metodo di valutazione assicura alle api atterraggi morbidi e senza rischi. Questa scoperta potrebbe servire a sviluppare nuovi sistemi di atterraggio per droni senza avvalersi di costosi radar o sonar per valutare le distanze. La nuova puntata di Curiosità viventi, "Le zanzare killer... perche? ", è online non perdetevela! Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine blogbiologico.it.

13 maggio 2015

Lo scarafaggio che visse con i dinosauri

Un raro esemplare di Manipulator modificaputis, uno scarafaggio predatore che visse con i dinosauri, è stato rinvenuto in una goccia d'ambra dove è rimasto intrappolato per 100 milioni di anni. L'insetto fa parte di una nuova famiglia di scarafaggi predatori dalle abitudini notturne. In meno di 1 cm di lunghezza racchiude i tratti del cacciatore implacabile, più simile a una mantide religiosa (con cui sembrerebbe lontanamente imparentato) che a una blatta. Ricorda una mantide dal lungo collo, sormontato da un capo triangolare con due grandi occhi. In cima alla testa aveva un paio di occhi "extra" per d'occhio i predatori aerei - forse i dinosauri piumati, contemporanei. Durante il Cretaceo si evolsero diverse specie di scarafaggi predatori. Solo una di queste linee evolutive è sopravvissuta fino a oggi: quella della mantide religiosa. Colgo l'occasione per comunicarvi un piccolo traguardo, 200 iscritti sul canale youtube di Entomologando. Grazie a tutti!

6 maggio 2015

Ape o farfalla? Sesia apiformis

La Sesia apiformis è una farfalla di medie dimensioni appartenente alla famiglia dei Sesiidi. A prima vista sembra un'ape ma in realtà si tratta di un lepidottero. E` un classico esempio di mimetismo batesiano, che si verifica quando un insetto inoffensivo imita, per difendersi dai predatori, specie più pericolose e aggressive nei colori e nel portamento. La Sesia apiformis imita nell'aspetto, una grossa vespa o un calabrone, da qui il nome "apiformis". E` presente in tutta Italia e isole, ma viene considerata una specie rara. Vive in ambienti umidi come paludi, rive di corsi d'acqua in presenza di pioppi dove la larva si sviluppa. Gli adulti di giorno volano intorno agli alberi, soprattutto quando la femmina deve deporre. Questo è un esempio di come la Natura ci sorprende ancora. Di una particolare strategia di difesa delle api ne ho parlato nella nuova puntata di Curiosità viventi, intitolata "Le api che "cucinano" a morte il calabrone". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine WikiCommons.

22 aprile 2015

Giornata della Terra 2015

Oggi è la Giornata della Terra, celebrazione conosciuta anche come Earth Day, nata il 22 aprile 1970 negli Stati Uniti da un movimento ecologista. In questo giorno si celebra l'ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Si celebra ogni anno, un mese e due giorni dopo l'equinozio di primavera, il 22 aprile. Come ogni anno Google dedica un Doodle a questa ricorrenza; quest'anno ha creato un quiz "Che animale sei?". I risultati non sono però i classici cani e gatti, ma il proprio carattere viene associato ad alcune specie poco conosciute; un mammut lanoso, un corallo, una lontra di mare, un pangolino, un'ape, un manachino capirosso... questi alcuni dei possibili risultati del test.
Tra i possibili risultati del test compare l'ape. Un'instancabile lavoratrice, che dedica parte del suo tempo a impollinare i fiori, così viene presentata da GoogleQuesti insetti sociali condividono la fama d'instancabili lavoratrici con formiche e termiti. Anche se hanno vita molto breve riescono a sfruttarla tutta fino in fondo rendendosi utili per la società a cui appartengono. Sono sicuramente degli esseri da cui prendere esempio.  Nuova puntata di Curiosità viventi: "Le formiche vampiro e i mangiatori di sangue". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video.

15 aprile 2015

Le formiche "Maya"

Per rimanere in tema "formiche" recentemente sono state scoperte in America Centrale e nei Caraibi nuove specie di imenotteri e sono state battezzate con nomi tratti dalla mitologia dell'antica civiltà americana. L’entomologo Jack Longino, autore della ricerca, si è divertito a battezzare alcuni di questi imenotteri con i nomi di figure mitologiche Maya: ad esempio, Eurhopalothrix zipacna porta il nome del feroce demone Zipacna, simile a un coccodrillo. Oppure le Eurhopalothrix xibalba (xibalba significa “luogo della paura”) si riferisce al mondo dell'aldilà governato dalle divinità maya. Eurhopalothrix hunhau invece è un omaggio a Hunhau, un importante dio Maya della morte e signore dell'aldilà. Altri ancora hanno un nome che si riferisce al loro aspetto fisico, come ad esempio Eurhopalothrix semicapillum, ovvero "con un po' di capelli". Questi minuscoli predatori vivono sul fondo della foresta, dove si nutrono di insetti dal corpo morbido. Molte di queste nuove specie sono già a rischio estinzione perché vivono in fazzoletti di antica foresta ormai circondati da insediamenti urbani e zone agricole. Questo deve far riflettere sulle migliaia di specie che non si fa in tempo neppure a scoprire perché sono già estinte. Di altre formiche con abitudini particolari ne ho parlato nella nuova puntata di Curiosità viventi, intitolata "Le formiche vampiro e i mangiatori di sangue". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine meteoweb.eu.

8 aprile 2015

L'omaggio alimentare delle mosche scorpione

L'accoppiamento è una faccenda tutt'altro che semplice per le Mecoptera, comunemente chiamate mosche scorpione per la parte terminale dell'addome dei maschi, che ricorda la coda di uno scorpione. In genere la femmina cede alla corte soltanto quando non è impegnata a nutrirsi, per questo motivo il maschio ha escogitato curiose attività propiziatorie che presentano un "omaggio alimentare" alla femmina. Nei Bittacidi il maschio offre alla femmina particelle di cibo, oppure anche una preda; nei Panorpidi i maschi emettono a più riprese la saliva che si rapprende in pallottoline, della grandezza di capocchie di spillo, o bastoncelli a forma di cilindretti; nei Coristidi il maschio afferra la bocca della femmina con i suoi palpi ipertrofici e la nutre con saliva rigurgitata. Mentre la partner se ne nutre, ne approfittano per accoppiarsi. Vi ricordo che potete seguire Entomologando anche sulla pagina Facebook, dove quotidianamente vengono condivise curiosità foto e tante altre cose.

1 aprile 2015

Buona Pasqua!

L'atmosfera pasquale la sentiamo vivida in questi giorni, la sentiamo nel cielo limpido e azzurro, la vediamo nei fiori sbocciati, e sui rami fioriti. 
Auguri di Buona Pasqua! 
Inoltre vi invito a guardare la puntata speciale di Curiosità viventi dedicata alla Pasqua intitolata "Speciale Pasqua-l'eclissi di sole".

18 marzo 2015

Pupe di formiche canterine

Rimanendo tra i "canti" degli insetti, c'è chi deve emettere suoni per salvarsi come le pupe di alcune formiche che per farsi notare, in una colonia di centinaia di migliaia di esemplari, producono suoni distintamente udibili. E con il loro concerto riescono ad ottenere considerazione dalle adulte della propria colonia. Gli insetti sociali utilizzano segnali chimici a base di feromoni per riconoscersi e organizzare comportamenti complessi. Un gruppo di entomologi dell'Università di Oxford insieme ai colleghi di Torino hanno scoperto che quando i corpi delle larve iniziano a indurire passando allo stadio di pupe, le giovani formiche del genere Myrmica iniziano a produrre suoni con il proprio organo stridulatore, segnali del tutto simili a quelli emessi dalle adulte, solo formati da un singolo impulso e non prolungati. Questi suoni sono essenziali alle pupe per mantenere il proprio posto nella gerarchia sociale e farsi aiutare più velocemente. Di altri esempi di insetti canterini ne ho parlato nella nuova puntata di Curiosità viventi, intitolata "L'insetto più rumoroso: Micronecta scholtzi". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine bwars.com.

4 marzo 2015

Circolazione nei Blattodea

Il cuore è un organo muscolare cavo, che costituisce il centro motore dell'apparato circolatorio. Il mondo animale è pieno di stranezze anatomiche come alcune blatte che hanno ben 13 ventricoli distribuiti su uno stretto condotto dorsale. Le blatte, come tutti, gli insetti, hanno un apparato circolatorio di tipo aperto: la circolazione si svolge in una cavità, detta emocele, a contatto con organi e tessuti in tutte le regioni del corpo, comprese le nervature delle ali. Il loro sangue è sostituito dall'emolinfa, che svolge contemporaneamente le funzioni della linfa e del sangue dei Vertebrati (fa eccezione il trasporto dell'ossigeno, che negli Insetti è affidato all'apparato respiratorio). Il cuore delle blatte, così diverso dal nostro, è un modello di resistenza ed efficienza, in cui il lavoro non grava su un'unica camera cardiaca, ma è ampiamente distribuito. Poiché questi insetti respirano attraverso aperture situate lungo tutto il corpo l'emolinfa non deve trasportare ossigeno, ma nutrienti. Il cuore non è dotato di battito proprio, ma si contrae o espande per effetto delle contrazioni dei muscoli circostanti. Di altri esempi di cuori animali strani ne ho parlato nella nuova puntata di Curiosità viventi, intitolata "I cuori animali più strani". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Foto di Geremia Peluzzi.

25 febbraio 2015

Lo scarabeo d'oro: Charidotella sexpunctata

Lo scarabeo tartaruga d'oro o Charidotella sexpunctata appartiene alla famiglia delle Chrysomelidae. Questo coleottero è largamente diffuso negli Stati Uniti, anche se non originario di quei luoghi. La classificazione scientifica di questo insetto è avvenuta in tempi relativamente recenti. La Charidotella sexpunctata è una delle più piccole creature trasparenti del mondo. Lungo 5-8 mm, somiglia vagamente a una coccinella metallizzata, passa da un netto color oro a sfumature bronzo rame a secondo del momento dell'anno. Lo scarabeo tartaruga d'oro riesce a cambiare colore grazie alla luce che si riflette attraverso il liquido contenuto in una sorta di "fodero" trasparente che la avvolge. Lo stato larvale impiega un meccanismo di difesa dai predatori particolarmente originale: usando un’apposita appendice, l’insetto si ricopre dei suoi stessi escrementi. Questi poi, una volta induriti, vengono impiegati come una sorta di scudo mobile, usato per spaventare o confondere i suoi predatori naturali, principalmente vespe e mosche parassite. Una curiosità: i primi entomologi che cercarono di catturare ed esporre in un quadro uno di questi insetti scoprirono, con loro estrema sorpresa, che al momento della morte l’insetto perde la sua colorazione dorata. Fonte immagine dykai.eu.

11 febbraio 2015

Formiche "lomecusomani"

Rimanendo in tema animali e droga, oggi vi parlo delle formiche che si "drogano". Alcune specie di formiche vengono parassitate da un coleottero, la Lomechusa, che penetra nelle colonie e offre alle formiche operaie una sostanza dolce dai tricomi, dei peluzzi posti sulla parte inferiore delle elitre. La sostanza offerta dalla Lomechusa alle formiche operaie funge da "droga" di cui le formiche non possono più fare a meno, e che le rende vulnerabili. Una volta drogate, le operaie della colonia parassitata ospitano la Lomechusa nel nido e smettono di curare la prole. Così, la Lomechusa si nutre delle larve senza reazioni da parte delle formiche operaie. Le colonie parassitate dalla Lomechusa rimangono costituite dalle formiche operaie drogate, le quali muoiono dopo poco tempo lasciando il nido vuoto. Le specie parassitate dalla Lomechusa vengono comunemente dette formiche "lomecusomani".  Di altri esempi di animali che si "drogano" ne ho parlato nella nuova puntata di Curiosità viventi, intitolata "Sballo animale: quando a drogarsi sono gli animali". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine WikiCommons.

4 febbraio 2015

La droga delle mosche

La droga non è solo una prerogativa degli umani, anche gli animali fanno uso di droghe. Alcune volte lo fanno per aumentare le loro prestazioni, altre volte lo fanno per puro scopo ricreativo, come l’essere umano. Tra gli insetti c'è la moscaMusca domestica, che per "drogarsi" si posa sul cappello dall'Amanita muscaria, un fungo altamente velenoso. Le mosche che si appoggiano sulla cuticola del cappello di questo fungo e ne leccano la superficie rimangono stecchite. Dopo un po' di tempo cominciano a muoversi e si possono notare i sintomi dell'intossicazione: il volo è scoordinato, i movimenti sono più lenti... Trascorso altro tempo le mosche si riprendono e in breve tempo ricominciano le normali attività e volano via come nulla fosse stato. Una curiosità: il nome di questo fungo, “Amanita muscaria”, deriva da “mosca”, in quanto è noto che questi insetti sono attratti dai cappelli del fungo e ne rimangono “stecchiti”. Un altro nome popolare per questo fungo è “amanita ammazzamosche”, nel secolo scorso i suoi cappelli venivano collocati sui davanzali delle finestre e utilizzati a mo’ di insetticida. Di altri esempi di animali che si "drogano" ne ho parlato nella nuova puntata di Curiosità viventi, intitolata "Sballo animale: quando a drogarsi sono gli animali ". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine WikiCommons.

21 gennaio 2015

Gli insetti pattinatori: gerridi

Camminare sull'acqua, un'impresa impossibile per noi umani, ma non per una specie di insetti che lo fa da sempre: i Gerridi o insetti pattinatori appartengono alla famiglia dei Rincoti. Devono il loro nome alla capacità di "scivolare" sull'acqua poggiandovi solo i tarsi delle zampe medie e posteriori senza affondare. I Gerridi riescono a camminare sull'acqua sfruttandone la tensione superficiale, la proprietà dell'acqua che fa sembrare i liquidi racchiusi da una membrana elastica. Questi insetti sfruttano proprio questa proprietà elastica per camminare sulla superficie dell'acqua. Osservandoli da vicino, infatti, sembrano pattinare e si nota che in corrispondenza delle zampe la superficie del liquido appare incurvata verso il basso. I Gerridi sono insetti acquaioli o semiacquatici, si trovano in tutti i continenti e sono tra i più comuni insetti associati agli ambienti acquatici. La caratteristica di pattinare sull'acqua unita alla sua particolare forma del corpo, con le gambe estremamente lunghe e filiformi, gli ha portato il soprannome di "ragno d'acqua". Di altri esempi di animali che "camminano" sull'acqua ne ho parlato nella nuova puntata di Curiosità viventi, intitolata "Camminare sull'acqua". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine WikiCommons.

14 gennaio 2015

La fortuna delle lucciole

Rimanendo in tema di superstizioni e antiche credenze legate agli animali oggi vi parlo della fortuna legata alle lucciole. Per Lucciole si intende un genere di piccoli coleotteri, appartenenti alla famiglia Lampyridae. Questi insetti sono diventati famosi nell'immaginario comune per la bioluminescenza. Le lucciole sono dotate di appositi organi luminosi sotto l’addome. Gli insetti assimilano ossigeno e, all'interno di speciali cellule, lo uniscono con una sostanza chiamata luciferina per produrre luce quasi senza calore. La luce delle lucciole è solitamente intermittente, e lampeggia secondo modalità uniche per ciascuna specie. Alle lucciole sono legata una moltitudine di segnali bene auguranti: il loro arrivo in una casa si crede porti buona fortuna, un visitatore inatteso, un futuro matrimonio o una festa. In Giappone, dove sono considerate spiriti di guerrieri defunti, d'estate si organizzano feste a loro dedicate, mentre in Virginia, negli USA, un antico documento recita che chi uccide una lucciola verrà fulminato da un lampo nel prossimo temporale. Purtroppo nel mondo le lucciole sono in via di estinzione, a causa dell'inquinamento, dell'impiego di pesticidi e della distruzione degli habitat naturali. Riuscire a vedere le lucciole di questi tempi è davvero una fortuna. Di altri esempi di superstizioni legate agli animali ne ho parlato nella nuova puntata di Curiosità viventi, intitolata "La sfortuna dei gatti neri-Speciale Epifania". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine National Geographic.

7 gennaio 2015

Acherontia atropos

Nella cultura popolare ancora oggi esistono parecchie superstizioni e antiche credenze legate agli animali. Come quella legata alla Sfinge testa di morto, Acherontia atropos. La sfinge testa di morto è un lepidottero appartenente alla famiglia Sphingidae, diffuso in Eurasia e Africa. Caratteristica di questa falena è la macchia presente sul lato superiore del suo torace che vagamente ricorda la figura di un teschio. Questa macchia ha fatto in modo che questa falena guadagnasse una reputazione negativa, ispirando associazioni con il mondo soprannaturale e con il maligno. Secondo numerose superstizioni, essa è messaggera di guerra e pestilenza, portatrice di sfortuna, arreca gravi disgrazie e morte nelle case in cui vola. La simbologia di questa farfalla, come portatrice di morte è stata ampiamente utilizzata da artisti, scrittori e soggettisti cinematografici. Tra i tanti ricordiamo il racconto di Edgar Allan Poe, La sfinge. Oltre a questa macchia, questa sinistra falena, possiede una caratteristica molto insolita per questo genere di insetti: quando disturbata o irritata emette un suono stridulo ben udibile dall'orecchio umano prodotto espellendo aria dalla sua spirotromba. Una curiosità: il nome scientifico, Acherontia atropos, deriva da Acheronte, uno dei fiumi infernali, e Atropo, una delle tre moire greche a cui era assegnato il compito di recidere il filo della vita. Di altri esempi di superstizioni legate agli animali ne ho parlato nella nuova puntata di Curiosità viventi, intitolata "La sfortuna dei gatti neri-Speciale Epifania". Se non lo avete ancora fatto iscrivetevi al canale youtube di Entomologando per non perdervi i prossimi video. Fonte immagine WikiCommons.