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19 marzo 2017

Belostomatidi: dei papà eccezionali

Autore: Marshal Hedin, Wikimedia Commons
In occasione della festa del papà, prendiamo in esame, per il titolo di "padre" più attento tra gli insetti, i maschi dei Belostomatidi; una famiglia di insetti acquatici Nepomorfi. Le cimici d'acqua giganti sono insetti di grandi dimensioni, alcuni generi possono arrivare anche a 12 centimetri di lunghezza, vivono in acque tranquille. Sono voraci predatori, si nutrono di artropodi, lumache, girini, piccole rane e piccoli pesci. Catturando le prede con le zampe anteriori e iniettandovi con la puntura la saliva tossica, la quale ha un'azione paralizzante ed un effetto necrotizzante sui tessuti interessati. Singolare è il meccanismo dell'ovideposizione che vede protagonisti i "papà" di questa famiglia. Le femmine incollano le uova sul dorso dei maschi, i quali se ne prendono cura fino alla schiusa: la vitalità delle uova richiede scambi gassosi che sono favoriti da un'alternanza fra l'esposizione all'aria e l'immersione, perciò i maschi emergono periodicamente per esporre all'aria le uova. I maschi dei Belostomatidi si comportano propio come dei "papà eccezionali".

1 febbraio 2017

L'Euderus set: la vespa custode della cripta

Fotografia di Andrew Forbes, University of Iowa
Scoperta una nuova vespa parassita, negli Stati Uniti, in grado di manipolare il comportamento della sua ospite, ma come ci riesca è ancora un mistero. Questa nuova vespa è stata battezzata Euderus set, il nome riprende la divinità egizia della malvagità e del disordine: Set. L'Euderus set, anche nota come "vespa custode della cripta", depone le sue uova nelle minuscole galle che il cinipide, Bassettia pallida, scava nelle querce. Una volta schiuso l’uovo, la larva di Euderus set si fa strada nel corpo del cinipide e prende il controllo della sua mente, costringendolo a scavare un tunnel nella corteccia dell’albero per raggiungere la libertà, un compito che difficilmente potrebbe svolgere da sola. La larva forza la sua vittima a scavare un buco troppo piccolo per potercisi infilare lei stessa. Quando la vespa più grande è incastrata nell’apertura che ha creato, la custode della cripta se la mangia dall’interno per poi spuntare fuori dalla sua fronte. La parassitologa Kelly Weinersmith, della Rice University, dice "è straordinario e affascinante che un parassita sia riuscito, tramite selezione naturale, a manipolare il suo ospite in modo così efficace”. Questo comportamento rientra nell'iperparassitismo, dove un parassita sfrutta altri parassiti, come le vespe che depongono uova in altre vespe parassite, che a loro volta depongono le proprie all’interno dei bruchi. Quanta è strana e affascinante la natura? Qui una rappresentazione di come agisce l'Euderus set

27 gennaio 2017

Scoperto nuovo insetto in ambra

Scoperto un nuovo insetto nel Myanmar vissuto sulla Terra 100 milioni di anni fa, rimasto intrappolato nell'ambra, delle miniere della Valle di Hukawng, e riportato alla luce dai ricercatori dell'Oregon State University. Morfologicamente risulta molto diverso da tutti gli insetti finora conosciuti che per classificarlo è stato individuato un nuovo ordine, un evento rarissimo nella storia della biologia. L'entomologo George Poinar dichiara: "Non avevo mai visto nulla di simile e questo esemplare sembra essere unico nel mondo degli insetti, tanto che dopo molte discussioni abbiamo deciso che doveva prendere il suo posto in un nuovo ordine". Il nuovo ordine, creato in occasione di questo ritrovamento, è Aethiocarenodea, e la sua specie è stata chiamata Aethiocarenus burmanicus, in onore del luogo dove è stato scoperto. L'Aethiocarenus burmanicus era un piccolo insetto senza ali, probabilmente viveva nelle fessure della corteccia degli alberi alla ricerca di acari, vermi o funghi per nutrirsi. Caratteristica unica la testa triangolare con gli occhi sporgenti, e il vertice del triangolo situato alla base del collo, caratteristica che gli permetteva, probabilmente, di ruotare la testa e avere una visione a 180 gradi.

20 gennaio 2017

La nuova farfalla di Donald Trump

Donald Trump, il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, ha già una nuova specie animale che porta il suo nome. E' il caso della “Neopalpa donaldtrumpi“, un piccolo lepidottero scoperto in questi giorni dal biologo Nazari Vazrick, che la descriva sulla rivista Zookeys alla vigilia della cerimonia di insediamento alla Casa Bianca del nuovo Presidente Usa. Il ciuffo biondo, simbolo indiscusso di Trump, è la caratteristica che associa il Presidente alla nuova falena. La Neopalpa donaldtrumpi vive tra gli Stati Uniti e il Messico, ha un'apertura alare di circa 10 millimetri e la testa ricoperta da particolari scaglie giallognole. La farfalla presidenziale è la seconda specie appartenente al genere Neopalpa, descritto per la prima volta nel 1998. Il biologo Nazari spiega il motivo reale della scelta del nome: ''Dando a questa specie lo stesso nome del 45esimo Presidente degli Stati Uniti, spero di attirare l'attenzione del pubblico su questo tema e sull'importanza di studiare meglio la micro fauna che compone la biodiversità del Nord America''. Anche l'ormai ex presidente Barack Obama aveva diverse specie di animali che portavano il suo nome, l'ultimo un pesce della barriera corallina delle Hawaii.

9 dicembre 2016

Trovata coda di dinosauro in ambra

Parlare di ambra e dinosauri in uno stesso post potrebbe sembrare copiare Jurassic Park. E invece quello di cui vi parlo oggi è tutto vero ed esula dalla fantascienza. Un team di paleontologi della China University of Geosciences hanno rinvenuto un frammento di coda di dinosauro in un pezzo di ambra risalente al Cretaceo (99 milioni di anni fa). Oltre a inclusioni di origine vegetale e a qualche formica all'interno della resina fossile si può osservare, conservato in perfette condizioni, un segmento di coda di dinosauro con ossa, tracce di tessuti molli e penne. Questo frammento, di soli 37 millimetri, è testimonianza di uno dei primi momenti di differenziazione tra le penne degli uccelli volanti e quelle dei dinosauri. I ricercatori, guidati dal paleontologo Lida Xing, hanno ipotizzato che la struttura di queste penne sembra più adatta ad una funzione ornamentale che al volo, come testimonia la struttura centrale poco definita. Sulla base della struttura della coda, i ricercatori ritengono che il frammento appartiene a un celurosauro, un gruppo di dinosauri teropodi. La presenza di vertebre della coda articolata nel campione ha permesso ai ricercatori di escludere la possibilità che le piume appartenevano a un uccello preistorico. Il campione d'ambra DIP-V-15103 (così chiamato dai ricercatori) proveniva da una miniera in Myanmar, ed era già stato parzialmente lavorato per formare un ovale destinato al mercato dei gioielli.

14 novembre 2016

La farfalla di vetro: Greta oto

La Greta oto comunemente conosciuta come la farfalla di vetro è un lepidottero appartenente alla famiglia Nymphalidae. Questo lepidoterro è diffuso dall'America centrale a quella meridionale sino al Cile. E' noto che può migrare per grandi distanze, verso nord fino in Messico e Texas. L'apertura alare della glasswinged, questo il suo nome in inglese, è compresa tra 56 e 61 mm. Caratteristica che ha fatto diventare celebre la Greta oto sono appunto le sue ali trasparenti, i 3/4 della sua superficie alare non hanno pigmento, a differenza della maggior parte dei lepidotteri. Questa particolare peculiarità la rende difficile da seguire per gli uccelli predatori, ne deriva che la trasparenza delle ali è vitale per la sopravvivenza dell'insetto. In determinate condizioni le ali di questa farfalla, hanno potere riflettente. Da qui il suo soprannome spagnolo, "Espejito", che in italiano significa "piccolo specchio". I bordi opachi delle sue ali sono marrone scuro a volte con striature rosse o arancioni. La farfalla di vetro ci fa comprendere come la natura non fa mai le cose a caso.
Fonte immagine: Wikimedia Commons

31 ottobre 2016

La sfinge testa di morto

Nella cultura popolare ancora oggi esistono parecchie superstizioni e antiche credenze legate agli animali. Come quella legata alla Sfinge testa di morto, Acherontia atropos. Già solo il nome scientifico, Acherontia atropos, racchiude in se del macabro, infatti deriva da Acheronte, uno dei fiumi infernali, e Atropo, una delle tre moire greche a cui era assegnato il compito di recidere il filo della vita. La sfinge testa di morto è un lepidottero appartenente alla famiglia Sphingidae, diffuso in Eurasia e Africa. Caratteristica di questa falena è la macchia presente sul lato superiore del suo torace che vagamente ricorda la figura di un teschio. Questa macchia ha fatto in modo che questa falena guadagnasse una reputazione negativa, ispirando associazioni con il mondo soprannaturale e con il maligno. Secondo numerose superstizioni, essa è messaggera di guerra e pestilenza, portatrice di sfortuna, arreca gravi disgrazie e morte nelle case in cui vola. La simbologia di questa farfalla, come portatrice di morte è stata ampiamente utilizzata da artisti, scrittori e soggettisti cinematografici. Tra i tanti ricordiamo il racconto di Edgar Allan Poe, La sfinge. Oltre a questa macchia, questa sinistra falena, possiede una caratteristica molto insolita per questo genere di insetti: quando disturbata o irritata emette un suono stridulo ben udibile dall'orecchio umano prodotto espellendo aria dalla sua spirotromba.