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Metagryne bicolumnata: l'aracnide coniglio

Credit: Andreas Kay / Flickr / CC BY–NC–SA 2.0 
Questo bizzarro aracnide con la testa da coniglietto è un esemplare di Metagryne bicolumnata. La Metagryne bicolumnata è una specie che vive nella foresta pluviale amazzonica dell’Ecuador orientale, appartiene alla famiglia degli aracnidi. Anche se ci somiglia molto, non è un ragno ma un opilionide. Gli opilionide sono noti per le loro zampe eccezionalmente lunghe e filiformi con le quali si muovono delicatamente tra la vegetazione; e a differenza dei ragni non dispongono di ghiandole della seta o velenifere. Altra differenza con i ragni è la struttura del corpo, gli opilionidi presentano un corpo formato da una massa unica e dalla forma ovale mentre i ragni hanno il corpo diviso in due porzioni, capotorace e addome. 
Ritornando al nostro Metagryne bicolumnata immortalarlo nel luglio 2017 dal fotografo e naturalista Andreas Kay. Caratteristica principale sono le due escrescenze nella zona posteriore che ricordano le orecchie di un coniglio (da qui il soprannome bunny). I colori sono curiosamente contrastati e aposematici (il giallo e nero solitamente avvertono del “pericolo” come le vespe), tuttavia si tratta di un invertebrato totalmente innocuo.

Belostomatidi: dei papà eccezionali

Autore: Marshal Hedin, Wikimedia Commons
In occasione della festa del papà, prendiamo in esame, per il titolo di "padre" più attento tra gli insetti, i maschi dei Belostomatidi; una famiglia di insetti acquatici Nepomorfi. Le cimici d'acqua giganti sono insetti di grandi dimensioni, alcuni generi possono arrivare anche a 12 centimetri di lunghezza, vivono in acque tranquille. Sono voraci predatori, si nutrono di artropodi, lumache, girini, piccole rane e piccoli pesci. Catturando le prede con le zampe anteriori e iniettandovi con la puntura la saliva tossica, la quale ha un'azione paralizzante ed un effetto necrotizzante sui tessuti interessati. Singolare è il meccanismo dell'ovideposizione che vede protagonisti i "papà" di questa famiglia. Le femmine incollano le uova sul dorso dei maschi, i quali se ne prendono cura fino alla schiusa: la vitalità delle uova richiede scambi gassosi che sono favoriti da un'alternanza fra l'esposizione all'aria e l'immersione, perciò i maschi emergono periodicamente per esporre all'aria le uova. I maschi dei Belostomatidi si comportano propio come dei "papà eccezionali".

L'Euderus set: la vespa custode della cripta

Fotografia di Andrew Forbes, University of Iowa
Scoperta una nuova vespa parassita, negli Stati Uniti, in grado di manipolare il comportamento della sua ospite, ma come ci riesca è ancora un mistero. Questa nuova vespa è stata battezzata Euderus set, il nome riprende la divinità egizia della malvagità e del disordine: Set. L'Euderus set, anche nota come "vespa custode della cripta", depone le sue uova nelle minuscole galle che il cinipide, Bassettia pallida, scava nelle querce. Una volta schiuso l’uovo, la larva di Euderus set si fa strada nel corpo del cinipide e prende il controllo della sua mente, costringendolo a scavare un tunnel nella corteccia dell’albero per raggiungere la libertà, un compito che difficilmente potrebbe svolgere da sola. La larva forza la sua vittima a scavare un buco troppo piccolo per potercisi infilare lei stessa. Quando la vespa più grande è incastrata nell’apertura che ha creato, la custode della cripta se la mangia dall’interno per poi spuntare fuori dalla sua fronte. La parassitologa Kelly Weinersmith, della Rice University, dice "è straordinario e affascinante che un parassita sia riuscito, tramite selezione naturale, a manipolare il suo ospite in modo così efficace”. Questo comportamento rientra nell'iperparassitismo, dove un parassita sfrutta altri parassiti, come le vespe che depongono uova in altre vespe parassite, che a loro volta depongono le proprie all’interno dei bruchi. Quanta è strana e affascinante la natura? Qui una rappresentazione di come agisce l'Euderus set

Scoperto nuovo insetto in ambra

Scoperto un nuovo insetto nel Myanmar vissuto sulla Terra 100 milioni di anni fa, rimasto intrappolato nell'ambra, delle miniere della Valle di Hukawng, e riportato alla luce dai ricercatori dell'Oregon State University. Morfologicamente risulta molto diverso da tutti gli insetti finora conosciuti che per classificarlo è stato individuato un nuovo ordine, un evento rarissimo nella storia della biologia. L'entomologo George Poinar dichiara: "Non avevo mai visto nulla di simile e questo esemplare sembra essere unico nel mondo degli insetti, tanto che dopo molte discussioni abbiamo deciso che doveva prendere il suo posto in un nuovo ordine". Il nuovo ordine, creato in occasione di questo ritrovamento, è Aethiocarenodea, e la sua specie è stata chiamata Aethiocarenus burmanicus, in onore del luogo dove è stato scoperto. L'Aethiocarenus burmanicus era un piccolo insetto senza ali, probabilmente viveva nelle fessure della corteccia degli alberi alla ricerca di acari, vermi o funghi per nutrirsi. Caratteristica unica la testa triangolare con gli occhi sporgenti, e il vertice del triangolo situato alla base del collo, caratteristica che gli permetteva, probabilmente, di ruotare la testa e avere una visione a 180 gradi.

La nuova farfalla di Donald Trump

Donald Trump, il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, ha già una nuova specie animale che porta il suo nome. E' il caso della “Neopalpa donaldtrumpi“, un piccolo lepidottero scoperto in questi giorni dal biologo Nazari Vazrick, che la descriva sulla rivista Zookeys alla vigilia della cerimonia di insediamento alla Casa Bianca del nuovo Presidente Usa. Il ciuffo biondo, simbolo indiscusso di Trump, è la caratteristica che associa il Presidente alla nuova falena. La Neopalpa donaldtrumpi vive tra gli Stati Uniti e il Messico, ha un'apertura alare di circa 10 millimetri e la testa ricoperta da particolari scaglie giallognole. La farfalla presidenziale è la seconda specie appartenente al genere Neopalpa, descritto per la prima volta nel 1998. Il biologo Nazari spiega il motivo reale della scelta del nome: ''Dando a questa specie lo stesso nome del 45esimo Presidente degli Stati Uniti, spero di attirare l'attenzione del pubblico su questo tema e sull'importanza di studiare meglio la micro fauna che compone la biodiversità del Nord America''. Anche l'ormai ex presidente Barack Obama aveva diverse specie di animali che portavano il suo nome, l'ultimo un pesce della barriera corallina delle Hawaii.

Trovata coda di dinosauro in ambra

Parlare di ambra e dinosauri in uno stesso post potrebbe sembrare copiare Jurassic Park. E invece quello di cui vi parlo oggi è tutto vero ed esula dalla fantascienza. Un team di paleontologi della China University of Geosciences hanno rinvenuto un frammento di coda di dinosauro in un pezzo di ambra risalente al Cretaceo (99 milioni di anni fa). Oltre a inclusioni di origine vegetale e a qualche formica all'interno della resina fossile si può osservare, conservato in perfette condizioni, un segmento di coda di dinosauro con ossa, tracce di tessuti molli e penne. Questo frammento, di soli 37 millimetri, è testimonianza di uno dei primi momenti di differenziazione tra le penne degli uccelli volanti e quelle dei dinosauri. I ricercatori, guidati dal paleontologo Lida Xing, hanno ipotizzato che la struttura di queste penne sembra più adatta ad una funzione ornamentale che al volo, come testimonia la struttura centrale poco definita. Sulla base della struttura della coda, i ricercatori ritengono che il frammento appartiene a un celurosauro, un gruppo di dinosauri teropodi. La presenza di vertebre della coda articolata nel campione ha permesso ai ricercatori di escludere la possibilità che le piume appartenevano a un uccello preistorico. Il campione d'ambra DIP-V-15103 (così chiamato dai ricercatori) proveniva da una miniera in Myanmar, ed era già stato parzialmente lavorato per formare un ovale destinato al mercato dei gioielli.

La farfalla di vetro: Greta oto

La Greta oto comunemente conosciuta come la farfalla di vetro è un lepidottero appartenente alla famiglia Nymphalidae. Questo lepidoterro è diffuso dall'America centrale a quella meridionale sino al Cile. E' noto che può migrare per grandi distanze, verso nord fino in Messico e Texas. L'apertura alare della glasswinged, questo il suo nome in inglese, è compresa tra 56 e 61 mm. Caratteristica che ha fatto diventare celebre la Greta oto sono appunto le sue ali trasparenti, i 3/4 della sua superficie alare non hanno pigmento, a differenza della maggior parte dei lepidotteri. Questa particolare peculiarità la rende difficile da seguire per gli uccelli predatori, ne deriva che la trasparenza delle ali è vitale per la sopravvivenza dell'insetto. In determinate condizioni le ali di questa farfalla, hanno potere riflettente. Da qui il suo soprannome spagnolo, "Espejito", che in italiano significa "piccolo specchio". I bordi opachi delle sue ali sono marrone scuro a volte con striature rosse o arancioni. La farfalla di vetro ci fa comprendere come la natura non fa mai le cose a caso.
Fonte immagine: Wikimedia Commons

La sfinge testa di morto

Nella cultura popolare ancora oggi esistono parecchie superstizioni e antiche credenze legate agli animali. Come quella legata alla Sfinge testa di morto, Acherontia atropos. Già solo il nome scientifico, Acherontia atropos, racchiude in se del macabro, infatti deriva da Acheronte, uno dei fiumi infernali, e Atropo, una delle tre moire greche a cui era assegnato il compito di recidere il filo della vita. La sfinge testa di morto è un lepidottero appartenente alla famiglia Sphingidae, diffuso in Eurasia e Africa. Caratteristica di questa falena è la macchia presente sul lato superiore del suo torace che vagamente ricorda la figura di un teschio. Questa macchia ha fatto in modo che questa falena guadagnasse una reputazione negativa, ispirando associazioni con il mondo soprannaturale e con il maligno. Secondo numerose superstizioni, essa è messaggera di guerra e pestilenza, portatrice di sfortuna, arreca gravi disgrazie e morte nelle case in cui vola. La simbologia di questa farfalla, come portatrice di morte è stata ampiamente utilizzata da artisti, scrittori e soggettisti cinematografici. Tra i tanti ricordiamo il racconto di Edgar Allan Poe, La sfinge. Oltre a questa macchia, questa sinistra falena, possiede una caratteristica molto insolita per questo genere di insetti: quando disturbata o irritata emette un suono stridulo ben udibile dall'orecchio umano prodotto espellendo aria dalla sua spirotromba.

Bachi da seta nutriti con grafene

Un nuovo esperimento della Tsinghua University di Pechino ha nutrito dei comuni bachi da seta (Bombyx mori) con foglie di gelso imbevute di carbonio e grafene. Il grafene è un materiale 100 volte più resistente dell'acciaio e con proprietà conduttive. Il risultato è stato una fibra composta da carbonio e grafene e capace di trasmettere elettricità. I ricercatori hanno imbevuto foglie di gelso, che costituiscono solitamente l'unico alimento del Bombyx mori, in una sostanza acquosa composta per lo 0,2% di nanotubi in carbonio e grafene. La seta prodotta dai bachi nelle ore successive è risultata due volte più resistente rispetto a quella classica e in grado di sopportare sollecitazioni di almeno il 50% superiori prima di rompersi. Altra caratteristica di questa seta è che è in grado di trasmettere l’elettricità, merito dei nanomateriali incorporati. Il successo dell’operazione può aprire le porte alla produzione di nuovi tessuti impiegabili nel settore dell’hi-tech ed ha dimostrato come è possibile ottenere una fibra in carbonio in modo più naturale ed ecosostenibile.

#50000_GRAZIE

Per Entomologando questi sono giorni di grande crescita. Con la pagina Facebook ho raggiunto oltre 20 milioni di persone, 20 milioni di lettori, da tutto il mondo, hanno visto post, foto, video, aggiornamenti di Entomologando. Rimanendo sempre sulla pagina Facebook ho raggiunto i 50k, 50 mila "Mi piace"! Un grande traguardo questo per Entomologando che mi spinge a fare sempre di più e sempre meglio. Che dire GRAZIE davvero di cuore a tutti, GRAZIE!

Il ragno che si traveste da "pupazzo"

Scoperta una nuova specie di ragno, nella foresta Amazzonica, dalle capacità sorprendenti. Si tratta di un ragno del genere Cyclosa, l'eccezionalità di questo piccolo ragno consiste nella bravura a riprodurre fedelmente una copia in scala di sé stesso, completa di testa, addome e zampe, spesso esattamente otto, utilizzando seta e residui di foglie, detriti e insetti morti. I ragni di questo genere sono noti decorare la tela con strutture a croce, in linea o a zig-zag, ma nessuno riesce a riprodurre sé stesso, né sono noti altri esempi di animali in grado di eseguire un perfetto auto-ritratto. Probabilmente il comportamento del piccolo e indifeso Cyclosa è una tecnica messa in atto per non diventare il pasto di un predatore. La speranza è che possa spaventare i predatori o almeno confonderli sino a che il vero ragno non sia al sicuro. È un bluff rischioso, ma se la strategia è premiata dall'evoluzione evidentemente funziona. Per i ragni nascondersi è di fatto impossibile per motivi professionali, dato che gli tocca risiedere al centro della tela tutto il giorno.

Il bombice foglia di Quercia

La Gastropacha quercifoliabombice foglia di quercia è un lepidottero appartenente alla famiglia Lasiocampidae, diffuso in gran parte del continente Europeo e Asiatico. Questo grosso bombice, può raggiungere anche i 9 cm di apertura alare, la femmina presenta maggiori dimensioni rispetto al maschio. La Gastropacha quercifolia costituisce uno degli esempi più eclatanti di mimetismo per via della forma assunta a riposo, con le ali che simulano nei contorni e nel colore foglie morte di quercia. La forma, la posizione e il colore delle ali, ricordano in tutto una foglia di quercia, unita alla protuberanza sul capo, che serve a completare il mimetismo simulando il picciolo della foglia. Questa "tecnica", per confondersi con l'ambiente che la circonda, è detta criptismo mimetismo criptico. Gli adulti sfarfallano tra giugno e luglio a seconda della località mentre le larve si sviluppano principalmente sulle querce.

Il ragno trappola, la Cyclocosmia truncata

La Cyclocosmia truncata è una specie di aracnide appartenente alla famiglia dei Ctenizidae, questi ragni sono comunemente chiamati "Ragni trappola". Questo appellativo di ragno trappola deriva dalla loro abitudine di costruire una tana nel suolo e di nascondercisi dentro, chiudendo il foro con la parte terminale del suo addome che ricorda una moneta antica o un timbrino. Quando una preda passa sopra l'addome del ragno, la Cyclocosmia truncata scatta fuori e la cattura. Come possiamo notare, l'addome di questo ragno è nettamente e improvvisamente troncato a circa metà lunghezza, ed è solcato da dei motivi interessanti. Queste pieghe e linee contribuiscono a rendere duro e resistente l'addome troncato. La tana raggiunge anche i 15 centimetri di profondità ed è foderata di seta solo nella parte inferiore. Anche il ragno trappola ha i suoi predatori come le vespe parassite che possono deporre le uova nel corpo del ragno.

Scoperta nuova farfalla: la Nothocasis rosariae

Nel Parco Nazionale della Sila, in Calabria, alcuni ricercatori, nell’ambito di un progetto di "Monitoraggio dei Lepidotteri Notturni attraverso l’utilizzo di trappole luminose tipo Rothamsted" hanno scoperto una nuova specie di lepidottero: la Nothocasis rosariae. La rilevanza della scoperta sta nel fatto che si tratta di una vera e propria specie nuova, precedentemente ignota alla scienza. La Nothocasis rosariae è una farfalla notturna piuttosto piccola, circa 3 centimetri , è di colore grigio chiaro sia sulle ali che sul torace e sull’addome e vola in zone montuose e boscose da fine agosto a metà Novembre. Questa notizia ci ricorda di quante specie ancora ci sono da scoprire nei meandri di madre natura, per far ciò dobbiamo impegnarci a salvaguardare gli ambienti naturali. 
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La falena rametto

La Phalera bucephala è un lepidottero della famiglia Notodontidae famoso per la sua strana forma. Questo lepidottero ha escogitato un metodo per passare completamente inosservata agli occhi di un possibile predatore, infatti la sua livrea ricorda un rametto spezzato. Questa "tecnica" è detta criptismo o mimetismo criptico ed è la condizione nella quale un organismo tende a confondersi con l'ambiente che lo circonda, in modo da passare inosservato alla sua preda, o al suo predatore. La Phalera bucephala è diffusa in gran parte dell'Europa ed in Asia. La troviamo anche in Italia dalla pianura fino ai 1000 metri ed oltre. Predilige le aree boscate, dove può confondersi meglio con la vegetazione che la circonda, ma non manca nei parchi e nei giardini.

La cimice "Picasso"

La Sphaerocoris annulus è un emittero scutelleride diffuso nell'Africa tropicale (Nigeria, Tanzania, Kenya, Sud Africa, Etiopia e Camerun ), il suo nome comune è "cimice Picasso". Guardando la foto di questo straordinario insetto si può capire il perchè di questo nome: Picasso! La sua livrea è incredibilmente variopinta che sembra quasi essere stata dipinta dal noto pittore. La Sphaerocoris annulus ha una lunghezza di circa 8 millimetri. Il suo colore di base è verde, con undici anelli sulla elitre. Questi vivaci colori rappresentano un avvertimento per i possibili predatori, infatti queste cimici emettono un cattivo odore che allontana il predatore che non si è fermato all'avvertimento cromatico. La cimice Picasso è attiva all'inizio della stagione secca.

Le api che fanno la "ola"

Gli esseri umani non sono i soli a conoscere l'ola: anche le api giganti, l'Apis dorsata, diffuse nell'Asia meridionale e nel Sudest asiatico, la sanno fare, e la sfruttano per difendersi dai predatori. L'Apis dorsata nidifica all'aperto, costruendo un singolo favo appiattito sulla sommità di alberi o di sporgenze rocciose. Ogni lato di questo favo è tappezzato da diversi strati di api ammucchiate una sopra l'altra. Quando un predatore, ad esempio un calabrone, si avvicina, le api improvvisano una "ola" che fa muovere rapidamente tutta la colonia facendo scintillare il nido da lontano. Se l'intruso persevera centinaia di api si staccano simultaneamente dal nido, pronte a pungerlo. Si pensa che il meccanismo di difesa funga anche da "passaparola" per trasmettere il segnale d'allarme da un lato all'altro del nido. Lo studio ha anche dimostrato come i calabroni quando si trovano davanti questa ola cangiante cambiano "preda". I predatori sono costretti a nutrirsi di api che volano liberamente.

La farfalla "ginandromorfica": metà maschio e metà femmina

Farfalla ginandromorfica, metà femmina e metà maschio, questa strana mutazione è dovuta alla distribuzione non bilanciata dei cromosomi sessuali nei primi stadi dello sviluppo embrionale. In questa singolare creatura si nota il differente colore delle due ali, che indica una differente morfologia tra i due lati speculari del corpo. Il raro esemplare mostra un ala nera nella metà maschile, mentre la metà femminile è caratterizzata da colori più accessi come il verde, il giallo. Si può notare la differente lunghezza delle antenne, e la separazione tra i due lati dell’addome dove sono presenti fusi tra loro sia gli organi riproduttivi maschili che femminili. La condizione di ginandromorfismo negli insetti, cioè la presenza di entrambi gli organi sessuali, dipende da un’anomalia genetica e si verifica quando i cromosomi sessuali falliscono la separazione dei sessi nell'ovulo fecondato. Le farfalle che presentano quest’anomalia sono 1 ogni 10 mila in natura.

Il "canto" delle cicale

Il "canto" delle cicale, in queste calde sere d'estate, ci accompagna come sottofondo alle nostre attività. Ma è doveroso capire e spiegare cosa è questo "canto". Le cicale, insetti della famiglia delle Cicadidi, iniziano, con il loro canto frastornante e perpetuo, verso metà-fine giugno. Famosa è l'idea della cicala cantante che non si preoccupa dell'avvicinarsi dell'autunno, come ci raccontò Esopo nelle sue favole. La cicala effettivamente sembra non fare altro che cantare tutta l'estate, per poi morire inevitabilmente con il cambio di stagione: è un ciclo naturale che risponde a "regole" ben precise e molto affascinanti. Questo "canto" ha lo scopo di richiamo sessuale per la cicala femmina, lo produce la cicala maschio grazie a uno speciale organo detto "stridulatore". Il loro corpo è dotato di particolari organi, i timballi posti alla base dell’addome, a produrre quel suono comunemente definito canto. E' rarissimo udire il canto delle cicale d'inverno: la stagione dell'amore, infatti, è l'estate!

"Tesori della Natura" mostra di Fossili e Insetti

Vi presento il mio nuovo progetto "Tesori della Natura", una mostra di Fossili e Insetti, che si svolgerà dal 1 agosto al 21 agosto presso il Museo delle Conchiglie a Roseto Capo Spulico (CS). Un percorso sull'evoluzione della terra partendo dalla comparsa dei primi esseri durante il precambirano, i primi microrganismi fotosintetici bentonici o anche microscopiche alghe eucariotiche che grazie alla loro attività formarono le stromatoliti. Passando poi di era in era con i trilobiti nell'Ordoviciano, i cefalopodi e le ammoniti nel Devoniano, le felci del Carbonifero per passare poi ai primi dinosauri durante il Triassico che dominarono il pianeta fino alla fine del Cretaceo. Affianco ai dinosauri vivevano anche gli insetti, che a differenza non si sono estinti, grazie ad un rapido adattamento all'ambiente e da una conseguente elevata fecondità. I primi insetti si sono conservati fino ad oggi sia sotto forma di fossili sia all'interno dell'ambra, una resina fossile. I sopravvissuti poi hanno continuato ad evolversi verso le forme attuali. Gli insetti, da oltre 300 milioni di anni, svolgono un ruolo di primo piano nella colonizzazione della Terra. Ad oggi conosciamo milioni di specie di insetti dai colori appariscenti, forme stravaganti, valori simbolici, abitudini e caratteristiche differenti, che li hanno resi unici. Gli insetti, di conseguenza, sono organismi che, in positivo o in negativo, hanno una stretta relazione con l'Uomo e le sue attività. Vi aspetto, dunque, per scoprire insieme i "Tesori della Naturadal 1 agosto al 21 agosto presso il Museo delle Conchiglie a Roseto Capo Spulico (CS).
"Tutto quello che la Natura crea è un Tesoro"